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Un cambio di prospettiva nella causa Nivea – Neve Cosmetics

Del caso legale che ha interessato la multinazionale tedesca Beiersdorf AG, proprietaria del marchio Nivea, e la piccola azienda italiana Neve Cosmetics avrete sicuramente sentito parlare in questi giorni. Nivea nel 2009 ha fatto causa all’azienda italiana per l’uso del nome Neve (troppo simile al proprio) e ha vinto proprio in questi giorni la sentenza in primo grado.

Ovviamente Nivea nella parte di Golia contro la piccola Davide è stata presa di mira da una campagna partita dal basso, #IoStoConNeve, che ha visto innondare i social Nivea di proteste. Oggi voglio fare due considerazioni in merito : la prima dal punto di vista economico-legale, la seconda comunicazionale. Partiamo dalla prima e più spinosa. (altro…)

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La strumentalizzazione dei bambini-adulti nei fashion brand

Oltre all’annoso e frequente problema del sessismo, di cui ho parlato e fatto esempi qui e qui, un altro gravoso problema che affligge il mondo della pubblicità è quello legato ai bamibi-adulti nei fashion brand. Cosa si intende per bambini-adulti? Semplicemente alla tendenza ad adultizzare e sessualizzare i bambini, ritratti e idealizzati sempre più come degli adulti invece che come bambini. (altro…)

cappy

L’ennesimo caso di sessismo tra Cappy Pulpy e Diego Dalla Palma

Piccolo inciso : Qualche tempo addietro avevo già dedicato un pezzo sul sessismo dilagante nella pubblicità italiana, portando come primo esempio della “rubrica” lo spot della FLUifort della Dompé. Come sostiene Massimo Guastini (presidente dell’Art Directors Club Italiano) “la pubblicità italiana è considerata tra le più sessiste al mondo. Crea, sostiene e promuove stereotipi e modelli discriminanti, relegando la donna a ruoli gregari, decorativi e ipersessualizzati”.

Questa volta porto all’attenzione velocemente due casi in un qualche modo complementari sul sessimo, spesso latente, della pubblicità in Italia. Inizio con lo spot che sta girando in modo ossessivo sui canali locali siciliani della bevanda della Cappy Pulpy prodotta da Coca-Cola e distribuita in Italia nel solo suolo siciliano (ma anche nel resto d’Europa dopo un investimento di 22 milioni €). Non pensate che la limitazione territoriale della sua distribuzione italiana sia una attenuante. Lo stesso spot gira in tutta Europa.

Ripropongo lo stesso esercizio della scorsa volta : prima di iniziare ad analizzare guardate lo spot e provate a scovare cosa non funziona :

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McDonald’s e l’anacronistico provincialismo

La diatriba è nota. Qualche settimana fa McDonald’s se ne esce con questo controverso spot in cui un bambino sminuiva la pizza in favore del Happy Meal. Tempo qualche giorno e le pizzerie d’Italia, politici e il web tutto sono insorti a gran voce contro McDonald’s. C’è chi persino suggeriva di negare la presenza di McDonald’s all’imminente EXPO di Milano. Si è rivelata purtroppo la solita sterile protesta dato dal ancor più solito provincialismo tutto italiano.

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PMI e social media : 5 motivi per essere presenti online

C’era un tempo, nel web 1.0 in cui una azienda poteva decidere se essere o meno presente online. Solitamente erano presenti le grandi aziende innovative che avevano carpito le potenzialità del mezzo e che si potevano permettere di destinare una parte del budget per la propria comunicazione online. In pochi anni però questa visione è stata completamente ribaltata. Il dilemma delle aziende, dalle grandi corporation alle PMI non è più se o quando essere presenti online ma come esserlo. Eppure all’alba di questo 2015 ci troviamo con una moltitudine di PMI presenti sul web poco e male, sempre che siano presenti. Budget risicati, una presenza obbligata ma non capita, oppure la totale assenza per incapacità di capire il mezzo.

Ma perchè anche le piccole e medie imprese nel 2015 devono incominciare a investire seriamente nella loro presenza nei social media?  (altro…)

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Il caso #TheDress e il social colpo di genio

- Cos’è il genio?
- E’ fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione
(Amici Miei, 1975)

Il regista Mario Monicelli nel lontano 1975 aveva già capito il segreto di come fare del ottimo social media marketing. Anzi aveva capito quale fosse l’anello mancante e punto di congiunzione tra le persone e la comunicazione aziendale. Ok forse sono stato un po’ criptico, mi spiego meglio.

Anche nell’era dei social media, della comunicazione orizzontale 2.0 e della comunicazione a due vie tra consumatore e azienda c’è sempre stato una sorta di muro tra ciò che l’utente cerca dall’esperienza del social network e l’invasività fisiologica della comunicazione aziendale. Il #socialmediacoso di oggi deve cercare una soluzione comunicativa che da una parte comunichi con efficacia i valori, i prodotti, le promozioni o semplicemente il brand ma che dall’altra interessi all’utente che usa i social network soprattutto come fonte di svago e di piacere. E’ un equilibrio delicato che si deve pianificare in maniera certosina (oppure basta postare foto di gattini). (altro…)

Tablet e il dilemma della democrazia della rete

Da qualche anno ormai è cambiato il modo di fruire determinati contenuti sulle nuove tecnologie. Pian piano siamo passati da Naspter ad un modello di business più inquadrato – e a pagamento nella forma premium – come Spotify, da contenuti free dei giornali online ai paywall – dal New York Times alla nostra Gazzetta dello Sport – e adesso abbiamo fatto un passo forse decisivo per un nuovo modello di fruizione : pagare per commentare. Lotta aperta quindi a troll, commenti fuori topic e flame.

Ed è il magazine online Tablet ad inserire questo nuovo modello scuotendo però alla base alcuni delle pietre morali fondanti dell’internet. Se di base è un modello di business legittimo quanto è giusto nei confronti della rete, della sua democrazia fondante e in che modo questo modello può inibire la crescità delle community?

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Opel e la l’auto-svalutazione del brand

Opel ha lanciato ad inizio 2015 una nuova campagna, per il nuovo modello Corsa, “OH! è un Opel!” sempre con Claudia Schiffer come testimonial. Prima di addentrarci nella campagna dobbiamo contestualizzare Opel e il nuovo modello.

Con Corsa Opel è arrivata già alla quinta generazione, ha quindi consolidato il posizionamento del modello è ha ben chiaro quali siano competitor e come “giri” il mercato. Opel è una autovettura del segmento B, ovvero è una small car che ha come maggiori competitor la Ford Fiesta e il leader di segmento la Volkswagen Polo. Si eleva quindi dal mercato delle citycar (segmento A) e si ritrova appena sotto alla fascia media.

Ora andiamo a vedere uno degli spot di questa nuova campagna :

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FLUiort e il sessismo sottointeso

Piccolo inciso : con questo post inauguro una serie di analisi sul sessismo nella pubblicità italiana. Come sostiene Massimo Guastini (presidente dell’Art Directors Club Italiano) “la pubblicità italiana è considerata tra le più sessiste al mondo. Crea, sostiene e promuove stereotipi e modelli discriminanti, relegando la donna a ruoli gregari, decorativi e ipersessualizzati”. Non sarà purtroppo difficile scovare case history per questa rubrica. 

La Dompè ha lanciato tra fine 2014 e inizio 2015 uno spot per promuovere il loro prodotto FLUifort granulato in bustine. Ora prima di iniziare ad analizzare guardate lo spot e provate a scovare cosa non funziona :


Notato niente di strano?

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McDonald’s e il boomerang della trasparenza

La settimana scorsa il canale ufficiale YouTube di McDonald’s ha lanciato una serie di video sulle proprie patatine. In uno di questi video il (ex?) presentatore di MythBusters ci porta alla scoperta di quelli che sono gli ingredienti delle patatine classiche di McDonald’s. E’ questa l’ultima trovata marketing del colosso americano che prende di petto uno degli argomenti più delicati del proprio core business : La salubrità dei propri prodotti.

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